Teatro sociale per i 35 anni della Comunità Emmanuel

Ci arriva direttamente dal nostro Consigliere Daniele Ferrocino un’interessante iniziativa che replichiamo e promuoviamo direttamente.

continuano gli eventi che stiamo organizzando in occasione dei 35 anni della Comunità Emmanuel.
Quello che vi presento è uno spettacolo di teatro sociale che sto organizzando in particolare per richiamare i temi propri del Consorzio Emmanuel: la cooperazione e l’impresa sociale come strumento per promuovere la legalità, la giustizia,  la formazione della coscienza civica e l’orientamento per le nuove generazioni. Si tratta di un monologo scritto ed interpretato da un caro amico che è anche un educatore e responsabile di una cooperativa sociale in quel di Cerignola.
Uno spettacolo di teatro sociale che ci porta a rileggere in maniera critica la nostra storia, facendoci riflettere su come abbiamo trattato l’eredità lasciataci da figure come quella di Di Vittorio che, fra l’altro, è stato fra i padri della cooperazione in Puglia e il paladino della cultura e della scuola come strumenti di lotta per la giustizia e di riscatto dei soggetti più deboli ed emarginati.
Uno spettacolo che ci porta anche a fare i conti con fenomeni di servilismo e indifferenza che a prima vista appaiono innocui, ma che in realtà alimentano le mafie di ogni tipo e ci rendono tutti assai permeabili ai soprusi ed agli sfruttamenti.
Insomma uno spettacolo che sintetizza tutto ciò che dovrebbe animare una vera impresa sociale!
Per tutti questi motivi, e per tanti altri che spero scoprirete da voi, Vi aspettiamo numerosi il 10 aprile prossimo presso il Centro “Le Sorgenti” sulla Via Lecce-Novoli a Lecce.Scheda di adesione Una Croce d’Olio

Cosa vuol dire non essere Capitale della Cultura

Questo è il quesito che da qualche tempo a questa parte si legge sui volti sconfitti degli organizzatori, dei cittadini, delle persone che hanno seguito questo percorso dall’inizio.

L’entusiasmo si è placato, la realtà ha preso il sopravvento su qualcosa che in modo latente aleggiava da qualche giorno nei corridoi e nelle piazze, l’aspetto sostanziale di una decisione si è paventato quando il lavoro stava cominciando a dare i propri frutti, ma ahinoi è stato troppo tardi.

Ebbene si, bisogna essere onesti, il lavoro su quel benedetto programma è stato condiviso per tutti solo negli ultimi periodi, quando, su consiglio della Commissione, si era allargata la partecipazione. Le decisioni e le scelte sono state diverse, le azioni no. Il rischio di autoreferenzialità del percorso ha preso il sopravvento e infatti, la visibilità che doveva essere della città e di un territorio ha lasciato il posto allo spettro del protagonismo.

Tale analisi non è un giudizio, ma una constatazione delle condizioni in cui la città di Lecce versa, non solo dal punto di vista culturale, ma anche e soprattutto da quello sociale ed economico. Non era facile risolvere questioni e situazioni che da diversi anni ci trasciniamo e che da molto tempo vorremmo risolvere con progetti avviati e mai conclusi o che alla fine danno solo una risposta parziale di occupazione temporanea.

Da un anno a questa parte è nato questo movimento che pian piano ha preso piede ed è stato accettato e condiviso, una ventata di novità e sostegno, perlopiù grazie anche agli sforzi intellettuali ed economici di attori esterni.

E’ necessario che il lavoro meritorio fatto, non debba andare disperso per qualsivoglia responsabilità. È il momento di azionare il piano B o la leva secondaria. L’idea non è bizzarra, ma invece è addirittura innovativa. Puntare sulle nostre efficienze, sulle risorse già presenti e sull’entusiasmo generato da un coinvolgimento di massa che ha definito comunque ri-motivazione, entusiasmo, energie.

Il sostegno che si potrà offrire dipende da noi, dalle imprese, dalle organizzazioni, le attività che hanno voluto e investito direttamente in questo evento possono farcela con gli strumenti già in campo e che fino ad oggi non erano nemmeno noti e conosciuti ai più, forse anche per una forma di negligenza sociale che genera superficialità.

Abbiamo in mano gli strumenti adatti, associazioni nate per lo sviluppo economico e l’innovazione, fondazioni che offrono intermediazione filantropica e sostegno al welfare, gruppi di cittadini che hanno ripreso in mano il bene comune, questo è il frutto del lavoro svolto e questo frutto adesso va raccolto e valorizzato, senza alcun retro-pensiero e con il supporto reale di tutti, indipendentemente dalla classe e dal colore.

Ora è il momento giusto, ora è il momento per auto-innovarci e cambiare passo, ce la possiamo fare a diventare un territorio del 2000…sempre, per dare risposte reali ai nostri figli e ai nostri nipoti… lasciamo ai posteri un segnale, è proprio arrivato il momento !

Gabriele Ruggiero

Pubblicati i primi progetti della Fondazione di Comunità del Salento

Oggi pubblichiamo i primi due progetti che saranno attivati dalla Fondazione di Comunità del Salento al fine di offrire nuove opportunità al nostro territorio e contribuire alla rimozione della povertà nel Salento.

sei dei nostri

Il primo progetto approvato dal CdA è denominato Sei dei Nostri, un progetto che punta al coinvolgimento del mondo della scuola, di docenti e dirigenti scolastici e in quiescenza, al fine di attivare dei “centri studio” dislocati per ora nella Città di Lecce per rafforzare, in modo extra scolastico, le competenze di minori compresi nelle fasce dai 6 ai 13 anni al fine di attività di recupero alternativo, sostegno alle microlingue, azioni di sviluppo delle potenzialità. I centri studio saranno attivati nei quartieri periferici anche in collaborazione con le Scuole che vorranno aderire. Chiaramente chiunque è interessato al progetto può inviare una semplice manifestazione di interesse alla nostra mail fondazionesalento@gmail.com. Il progetto è stato finanziato grazie al sostegno del socio fondatore Anteas Onlus di Lecce. Scheda Sei dei nostri rev0.

Il secondo progetto approvato è “Professionista di Comunità” con questo progetto intendiamo coinvolgere i professionisti del nostro territorio, in collaborazione con gli ordini professionali provinciali, al fine di attivare un sostegno diretto a persone in difficoltà economiche che non dispongono di risorse sufficienti per incaricare un professionista. In questa prima fase del progetto si pubblica un avviso pubblico rivolto ai professionisti che intendano collaborare con la Fondazione e che vogliano donare del tempo professionale quale moneta di scambio per il territorio. Nella seconda fase si procederà all’istituzione di una “Banca delle Consulenze” da dove poter attingere per offrire un’opportunità alle persone svantaggiate. Maggiori informazioni nell’allegato  AVVISO PUBBLICO PER L’ATTIVAZIONE DI UNA LONG LIST DI PROFESSIONISTI PER IL PROGETTO

Ora è il momento di dimostrare che il nostro territorio sa dare risposte anche con poche risorse, attiviamoci  la Fondazione è di tutti!